Come nel ’68

Cos’ è accaduto nel ’68 in Italia, di preciso, non lo so. Non c’ero, non ero nato. Ma a vedere come stanno le cose ora, lo posso immaginare. Sull’onda di “fate l’amore, ma non fate la guerrawoodstokiana, in italia si sono gettati tutti per bene sulla prima parte della frase, visto che di guerra da combattere non ce n’era nemmeno una, ma solo i ricordi della relativamente recente seconda (mondiale).

Ma il “fare l’amore” non voleva solo letteralmente dire “trombate!”, purtroppo. Voleva dire anche LSD (Lasciamo Stare le Droghe)… voleva dire “trombate” nel senso di “facciamoci tante trombe”, nel senso analogico di tromba non musicale, ma canapea. Marijuana, insomma. Ma non solo: eroina, ma tanta eroina a quell’epoca, e poi cocaina, etc, etc.

Il fenomeno ha colpito i giovani e meno giovani, che in gruppi più o meno compatti, divisi per tipologia di attività svolta (sesso, droga, e chissà che stonature di rock and roll) hanno fatto la “rivoluzione” cambiando una volta per tutte le regole di vita. Insomma, quello che è avvenuto nel ’68 ha ancora oggi I suoi effetti.

Come è potuto accadere? Possono dei tossicomani in un parco cambiare la politica ed il governo? Non penso. Ecco quindi come sono veramente andate le cose, ed ecco perchè ancora oggi le cose vanno così: “scusi, ha degli spiccioli, dei fondi europei? Sa, ho della spazzatura da bruciare, mi servono dei soldi”, e poi si comprano la droga…

Un bel giorno, a Roma, uno di questo gruppetti di giovinastri tossici e rivoluzionari del 68 (lo erano TUTTI, non c’era destra e sinistra… le canne, il sesso ed il rock and roll stonato piacevano a prescindere del credo politico) si trovava nei pressi del parlamento, del senato. Mentre i più giovani si arrotolavano la centesima canna, tra i più vecchi (sui 30 – 35 anni) già troppo pieni di cocaina, e stanchi di stare all’aperto, uno disse: “e che cos’è questo posto?” “Entriamo a vedere” suggerì qualcun’altro. Entrarono. Nessuno li fermò, forse anche le guardie erano a inpegnate in attività rivoluzionarie, o erano fuggite, col governo per scappare alla “rivoluzione del 68” avendo frainteso la definizione del movimento.

All’interno trovarono sale vellissime e vuote. Chiamarono altri amici. Altri arrivarono finchè tutte le stanze furono piene. Uno propose: “Vendiamoci I mobili!” “No!” rispose un altro “guarda, i tavoli hanno la superficie in vetro, ti fai di quelle righe di coca che sono perfette!” “Giusto, dobbiamo restare qui!” E così fecero. Nel 68 avevano 30 anni, nel 78 hanno festeggiato i 40, nell’88 i 50, ed oggi ne hanno 70.

Non se ne sono mai andati, e non hanno neancora venduto i mobili. Hanno trovato un sistema per far entrare solo i loro amici, e per trovare i soldi per continuare a fare quello che facevano nel 68.

Il mio è un messaggio ai giovani d’oggi: In quelle stanze ci sono grossi televisori a cui potete attaccare in rete le vostre Play Station ed X-Box (e forse anche le Wii), hanno un sistema audio amplificato a cui potete attaccare i vostri iPod ed ascoltare la pusica Punci-Punci e potete ballare sui tavoli, reggono bene! Ci sono i bar che servono drink alcolici a gratis, ad ogni ora del giorno e della notte (after hours continuo), bottigliette d’acqua per calarvi parsticchette di extasi servite ai tavoli. Ognuno è DJ col microfono al tavolo. Una figata. Avete anche le auto blu con autista per andare a spiaccicarsi la note nei viali alberati. Insomma, avete tutto lì a portata di mano. Vi cagerete mica sotto per un branco di settantenni tossici?

Non c’è più la gioventù di una volta!!!

(riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali, e di sicuro non mi riferisco a nessuno dei politici nostri

che non sono corrotti, che non hanno mai fatto uso di droga, che hanno la coscienza a posto. Se esistono)

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intelligentia

It is so useless to be a genius, when having an IQ level so above the one of the masses makes it impossible to communicate with them! Being "intelligent" means also have the capacity to make it easy for those that are not so brilliant. Working in the IT field i face also another similar problem, not related to IQ, but related to knowledge: IT people give for granted that everyone else in the world KNOWS all about computers, and cannot avoid talking technically. Take one of those GEEKS, with high IQ, but ZERO whatsoever capacity to communicate in a HUMAN way. He comes out with a computer program that does some fantastic things. There are people out there that DREAM to have such software. I saw with my bare eyes organizations paying hundreds of thousands of euro to buy some not fully functional software solution, when a FREE application, with more powerful functionality was available online.

WHY ?

Well, the expensive non functional application was sold by a sales person able to communicate with the client, and the application used "human" language, didn't expect the user to understand mathematical functions and had a more simple interface.

GEEKS NEEDS HELP!

Ignoring them, just because they are not able to communicate with the rest of us, is a big loss for the community.

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THE END

Carissimi amici, familiari, conoscenti, ed anonimi seguaci del Blog… So che dall’ultimo aggiornamento sono passati più di sei mesi, e in questi sei mesi di cose ne sono successe TANTISSIME!!! Come mai non vi ho tenuti aggiornati? Semplice: l’avventura del blog è giunta al termine! Questo mio ultimo post riassume gli eventi degli ultimo mesi, e vi indica come e dove poter continuare a tenervi informati.
Ecco dove trovate news su di me:
Foto:
http://picasaweb.google.com/capodieci

Il blog di mia moglie:
http://www.asian-in-asia.com (in inglese)

Il blog del mio matrimonio:
http://www.cx-weds.com
(maggiormente in inglese, ma a volte in Italiano)

Il mio nuovo sito (da allestire) per il mio lavoro di consulenza:
http://www.excomputer.net

Potete comunque sempre contattarmi via email, sms o telefono (i dettagli li trovate in alto a sinistra della pagina).

Detto questo, vediamo di aggiornarvi in breve sugli eventi degli ultimo sei mesi:

1) Come anticipato nell’ultimo post, ho passato un favoloso mese di viaggio pre-nuziale in Tailandia. Mi sono innamorato (beh, a parte della ragazza che di li a poco avrei sposato, mi sono innamorato della Tailandia!). Abbiamo viaggiato dal nord estremo (il triangolo d’oro – e vabbeh, qui ci sprechiamo con i doppi sensi) fino alle isole del sud. Abbiamo fatto tantissime amicizie che sono ancora attive. Tra gli altri abbiamo conosciuto una coppia di ventenni canadesi, immediatamente soprannominati Harry Potter e Cho Chang. Lui canadese – impressionante la somiglianza con l’attore inglese, la gente lo fermava per strada – e lei coreana, proprio come la ragazza che interessa ad Harry Potter nell’ultimo film rilasciato. Guardatevi le foto e vedrete! http://picasaweb.google.com/capodieci/Kanchanaburi07BambooRafting (trovate circa 20 album di foto sul nostro viaggio in Tailandia qui:
http://picasaweb.google.com/capodieci )

2) Siamo stati un mese a Singapore, dove, oltre ad uscire a fare shopping, ad andare per locali ed a incontrare vari amici, abbiamo anche celebrato il nostro matrimonio civile. Hanno partecipato in più di ottanta persone, tra amici e conoscenti, sia alla celebrazione che al rinfresco tenutosi in un palazzo storico. Anche per questo evento vi rimando alle foto…
http://picasaweb.google.com/capodieci/THEGUESTS
(trovate diversi album relativi al matrimonio ed alla nostra permanenza a Singapore, qui:
http://picasaweb.google.com/capodieci )

3) Da Singapore ci siamo spostati in Italia, dove abbiamo visitato Roma, ospiti di un amico. Come primo impatto dell’Europa, per la moglie, non è stato male… Abbiamo visitato il Vaticano (conta come uno stato straniero?) e abbiamo combattuto con il tremendo freddo che ha colpito l’Italia in quei giorni. Dopo più di due anni in Asia non ero più abituato alle basse temperature!!! Foto sulla nostra visita a Roma le trovate su:
http://picasaweb.google.com/capodieci/AVisitToVaticanCity
(diverse altre gallerie di foto le trovate su:
http://picasaweb.google.com/capodieci )

4) Ci siamo spostati in Veneto. Qui abbiamo visitato Venezia (ho fatto il primo giro in gondola della mia vita), Treviso, Verona, Mestre, etc… Ho incontrato amici che non vedevo da molto tempo (Helio ci ha portati in giro per la laguna in barca, a mangiare pesce, ci ha proprio viziati!), ed abbiamo quindi celebrato il nostro matrimonio religioso. Grandi preparativi, molto stress, ma alla fine ci siamo sposati in una bella ed antica chiesa del centro storico ed abbiamo vissuto una bellissima giornata tra amici e conoscenti. Foto del matrimonio qui:
http://picasaweb.google.com/capodieci/WeddingByRenataAndRossanaRaw
(diverse altre gallerie di foto le trovate su:
http://picasaweb.google.com/capodieci )

5) Abbiamo viaggiato a Barcellona (wow, che bella!) per il compleanno di Patricea. Trovate foto qui:
http://picasaweb.google.com/capodieci/BarcelonaJul21
(come al solito diverse altre gallerie di foto le trovate su:
http://picasaweb.google.com/capodieci )

Viaggeremo in Belgio ed Olanda, Milano e Svizzera, andremo al mare ed in montagna, incontreremo altri amici e faremo un mucchio di altre belle cose (oltre a lavorare come matti per pagarci questi viaggi, cosa cha facciamo ogni giorno), prima di rimetterci in cammino per l’Asia, dove resteremo per i prossimi anni.
Si, ci sono altre cose importanti che stanno per accadere, vi terrò tutti informati, in un modo o nell’altro.

Come accennato all’inizio del post, questa mia avventura del Blog è giunta al termine. Lo avevo iniziato quattro anni fa con intenzione di imparare a scrivere (mi avevano commissionato un libro, ed ho rifiutato rendendomi conto di non saper scrivere in un modo scorrevole e piacevole). Ho fatto esercizio, ed ho scritto post di vario genere (fantasia, umoristici, seri, pazzi, riflessivi, etc.). Il Blog ha moltissime visite nonostante abbia pochi aggiornamenti. Mi fa piacere, e un po’ mi spiace “abbandonarvi” in questo modo.

Come ho scritto sopra troverete sempre notizie attraverso i canali che vi ho indicato, e poi, chi lo sa, magari me ne esco presto con qualcosa di nuovo… Sto già lavorando alla nuova “home page” per questo dominio.
I contenuti non verranno cancellati, ma resteranno qui per tutti.

A presto,
Roberto Capodieci

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Un matrimonio all’incontrario

Non inizia con un divorzio, ma di qualcosa d’insolito si tratta comunque: a fine febbraio 2007, dopo aver fatto un viaggio di nozze di un mese a dorso di elefante in giro per la foresta, ma anche godendosi sole, spiaggia, massaggi e relax a bordo piscina in alcuni tra i più eleganti resorts Tailandesi, convolerò a nozze nella città stato di Singapore. Questo avverrà solo dopo che io e la futura moglie avremo festeggiato in “famiglia” il capodanno cinese, come tradizione locale vuole.

Cosa? Come? Con chi ti sposi? Ci arrivo subito! Qualche post fa (27 marzo 2006) avevo messo in discussione l’ipotesi di un matrimonio tra me ed una serie di ragazze i cui nomi, parzialmente censurati, sono quelli di coloro che, nell’arco della mia vita, ma soprattutto di recente, hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore. Ognuna di loro ha infatti qualcosa di speciale che mi ha fatto (almeno una volta) prendere in considerazione l’idea di poterci passare assieme il resto della mia vita.

Questo dialogo/monologo, tra me ed un “me stesso” che indossava le vesti di un prete assolutamente intenzionato a sposarmi con qualcuno, era la mia presa di coscienza del fatto che, nonostante tutte le ragazze da me citate siano persone stupende che meriterebbero tutto il mio amore, una tra loro è proprio quella speciale persona che – pensandoci in modo completamente razionale – si combina appieno con me. Già in quel post avevo indicato, tra tutte, il suo nome come quello della mia prescelta, infatti scrivevo: “…la lei che veramente vorrei si chiama Paxxxxxx” (ok, togliamo la censura, si chiama: Patricea)!

Lo sapevo a Marzo 2006, dopo che già ci conoscevamo da mesi, ed ora è un sogno diventato realtà. Praticamnte ho incontrato me stesso, donna, senza il pizzetto e con gli occhi più a mandorla… Certo dovevo prima essere sicuro che anche lei la pensasse allo stesso modo! Beh, ora lo sappiamo, ed è un bel po’ che ne siamo anche del tutto sicuri: ecco perché, dopo 7 mesi di convivenza, a febbraio ci sposeremo! (clicca qui per vedere il nostro sito per il matrimonio, e lasciaci un messaggio di auguri!!)

Patricea (leggi il suo blog su www.asian-in-asia.com e guarda i suoi album di foto su http://patricea.multiply.com/photos) è una bellissima ragazza cinese, nata e cresciuta a Singapore. Potete leggere come ci siamo incontrati, e chi è Patricea nel sito del matrimonio, e potrete anche vedere le foto prematrimoniali fatte dal bravissimo fotografo Rio Helmi!

Ok, vi lascio con un piccolo accenno culturale relativo la lingua cinese (da pagebao:

“La lingua cinese ha due diversi ideogrammi che significano “sposarsi” …. quando un uomo si sposa i Cinesi usano un carattere composto dal carattere 取 (prendere), sopra, e dal carattere 女 (femmina) sotto. Questa combinazione significa letteralmente “prendere una donna”. Quando invece l’azione dello sposarsi è riferita alla donna, si usa un diverso carattere composto dal carattere 女 (femmina) a sinistra e dal carattere 家 (casa/famiglia) a destra”

P.S.

Consiglio per le coppie che stanno facendo sul serio: andate d’accordo su tutto, ma i problemi spesso saltano fuori inaspettati. Preveniteli, e trovate un accordo su come gestire le cose, prima che dobbiate discuterne litigando. Ho messo assieme (ma è in inglese) un piccolo documento riguardante come gestire i soldi in coppia. Scaricatevelo e leggetelo, prevenire è meglio che curare!!!

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E se fossi sposato con una vedova che ha una figlia di 25 anni?

La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo? Supponiamo che: ho 24 anni e sono sposato con una vedova di 44 anni che ha una figlia di 25 anni. Mio padre ha sposato la figlia di mia moglie diventando così mio genero – in quanto ha sposato mia figlia – allo stesso tempo mia nuora è divenuta la mia matrigna (in quanto moglie di mio padre). Mia moglie ed io abbiamo avuto lo scorso gennaio un figlio che è quindi diventato fratello della moglie di mio padre (ergo cognato di mio padre) ed è, tra l’altro, anche mio zio in quanto fratello della mia matrigna. Mio figlio è dunque mio zio. La moglie di mio padre a natale ha avuto un figlio che quindi è contemporaneamente mio fratello in quanto figlio di mio padre, e mio nipote in quanto figlio della figlia di mia moglie. Io sono quindi fratello di mio nipote e, siccome il marito della madre di una persona è suo padre, risulta che io sono padre della figlia di mia moglie e fratello di suo figlio. Quindi io sono mio nonno!

Quanto sopra esposto è un estratto, da me tradotto e riassunto, da una canzone di Dwight Latham and Moe Jaffe. Uno scenario divertente e non impossibile. Anzi, qui a Bali piu’ che possibile!

Penso a un caro amico, di 25 anni appena, che vive qui a Bali da qualche anno con la sua “famiglia” estesa. Perché virgoletto la parola FAMIGLIA? Beh, lasciatemi raccontare in che situazione si trova questo povero ragazzo. Vive nello stesso luogo (lussuosissimo e bellissimo) con la madre ed il padre, entrambe persone favolose, interessanti e piene di vita. Forse anche troppo! I genitori di questo ragazzo sono separati, ma (per il bene del figlio?) hanno deciso di continuare a vivere assieme. La madre ha un fidanzato (che da qualche mese è diventato l’attuale marito, e quindi patrigno del mio amico), che vive con loro. Il padre, arzillo 74enne, ha una costante piacevole e giovane compagnia. Una bella 24enne del posto é diventata la “fidanzata” ufficiale del padre del mio amico, anche lei vive con tutti loro, ed ha dato alla luce una bella bambina (figlia del padre del mio amico), proprio qualche setimana fa. Penso alla bambina che ha un padre 74 anni più vecchio di lei (io mi lamentavo di avere genitori 42 e 43 anni più vecchi di me…), ma penso anche al mio amico che si trova una “matrigna” ed una sorella rispettivamente 1 anno e 25 anni più piccole di lui.

Per fortuna ha una bellissima, intelligente ed affezionata fidanzata che (praticamente) vive con lui, ergo con loro. Spero che in fururo la SUA famiglia (quella che avrà con la sua ragazza), sarà più stabile e regolata di quella che lo ha portato al mondo. Lo auguro a lui, ma lo auguro anche a me stesso… eh, se aspetto ancora un po’ sarò anche io un padre 40 anni più “vecchio” di mio figlio!

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…con gli interessi!

Sono sempre stato paziente. Non in senso ospedaliero o medico, ma, per la mia capacità di sopportare, tollerare, adattarmi e riflettere sulle cose, ho imparato, fin da piccolo, che con il tempo tutto si risolve. Le cose giuste, prima o poi, hanno la meglio su quelle sbagliate. Facciamo qualcosa oggi, e, con il passare del tempo, raccogliamo i frutti del nostro seminato. “Il tempo è galantuomo” ripeteva spesso uno dei “capi” che ho avuto. Saggia affermazione, ho imparato molto da lui. Ha sempre degli aforismi perfetti per ogni situazione. “L’assaggio del budino lo si fa mangiandolo” è un altro suo criptico aforisma, che mi ha fatto riflettere spesso in quanto è assolutamente vero. Ve lo lascio interpretare da soli, che possa essere utile anche a voi! Ho divagato, torniamo ora al nostro discorso sul tempo! Parlo del tempo in quanto ho raggiunto la tappa dei 32 anni! Il 25 giugno 2006 ho terminato il trentaduesimo anno di vita (lo ho “compiuto”, appunto), ed ho iniziato il mio trentatreesimo anno! Non sono pochi, ma non sono nemmeno tanti. Un’età importante: molti amici si sposano, altri sono già al primo o secondo figlio, altri hanno grosse aziende da dirigere… Vero, ci sono molti altri che sono ancora in cammino verso la loro “realizzazione” personale: stanno ancora studiando o meditando sul da farsi. Alla fine, mi auguro, anche loro avranno un glorioso futuro!

Ed io? Beh, ho avuto una vita molto interessante e piena di soddisfazioni. Ho anche avuto la mia bella dose di delusioni e dispiaceri, ma li ho affrontati con filosofia. Cercando di evitare di ripetere due volte lo stesso errore ho analizzato la mia vita, da anni zero ad oggi. Ho cercato di maturare negli ambiti della vita dove ancora non avevo ancora raggiunto la consapevolezza necessaria per agire da “adulto”. Mi sono preso del tempo per pensare. Ho pensato ai perché della vita. “Perché un amore è finito? Perché un lavoro non mi è riuscito? Perché ho dato un dispiacere ad un amico?”, ma anche “Perché ho avuto successo in un determinato ambito? Perché mi ha fatto piacere il comportamento di una persona? Perché piaccio a certe persone?”. Molte domande non me le ero mai poste, ed a certe altre avevo dato evasive e facili risposte. Ho preso una pausa di qualche anno, in amore e nel lavoro, per “capire” e, di conseguenza, riuscire a fare le scelte giuste. Ho letto, ho riflettuto, e poi dalla “teoria” sono passato alla “pratica”. Ho dovuto riconoscere gli errori miei e quelli degli altri, in modo obiettivo, imparziale e razionale. Ho cercato di guardare gli altri con obiettività cercando di essere sempre me stesso. Ho imparato ad accettare la mia personalità, capirla e applicarla in modo corretto alle varie situazioni in cui mi trovo. Passare dalla “teoria” alla “pratica” è stato un processo lungo (iniziato due anni fa circa), ma devo dire che ad oggi sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti! Se qualcuno si chiede il perché del titolo di questo articolo (“…con gli interessi”), ecco spiegata la ragione: Ho seminato, ora raccolgo… “con gli interessi”, poiché ho atteso un bel po’ prima di raccogliere. Sto avendo molte soddisfazioni e raggiungendo molti degli obiettivi che mi ero preposto. So avendo dalla vita molto di quanto ho dato in passato. Se qualcuno sa cosa sia il Karma, e ci crede, beh, penso proprio si tratti di Karma. Ho passato qualche anno a “ripulirlo” ed a “caricarlo” di cose positive, ora sta tutto tornando indietro!

In amore: Ah, questo non è stato facile. Penso che uno degli ambiti dove ho dovuto lavorare più di tutti, per maturare e non fare errori di valutazione, è proprio l’amore. Ma, alla fine, ho “raccolto” i frutti del mio “lavoro”. Ho incontrato la mia perfetta “metà”. Ci conosciamo da più di un anno, ed abbiamo avuto modo di capirci, conoscerci, analizzarci ed accettarci. Non ho fatto le cose con fretta, e mi sono preso il tempo di capire, ed apprezzare la bella persona che è “dentro”, senza lasciarmi “distrarre” da quanto bella è la sua apparenza!!! Non vivendo nella stessa nazione (io sto in Indonesia e lei sta a Singapore), abbiamo dedicato le nostre energie a “parlare” e condividere pensieri sulla vita. Ci siamo incontrati per lavoro, la prima volta, in Aprile 2005, al mio arrivo a Singapore. Dopodiché ci siamo incontrati altre volte, sempre a Singapore e sempre davanti ad un dessert al cioccolato: una delle passioni che condividiamo! Per il resto del tempo siamo sempre rimati in fitto contatto via email, via chat e via sms ed abbiamo continuato il nostro disquisire sulla vita e ci siamo conosciuti meglio. Ognuno di noi continuava a vivere la sua vita, ma stavamo costruendo qualcosa di grande, quasi senza rendercene conto. Seminavamo, ed ora abbiamo raccolto! Lei è venuta a fare una vacanza di una settimana a Bali, qualche mese fa, per poi tornare qui a festeggiare il mio compleanno passando un romanticissimo weekend a nord di Bali con me (CLICCA QUI PER VEDERE LE FOTO). Ora stiamo preparando casa, e tra qualche settimana andiamo a vivere assieme. Ci sono altri piani, ma ve li racconterò un po’ alla volta!

Con gli amici: Ho molti amici “veri”, questo da sempre. Viaggiando, però, ho potuto constatare come, in breve tempo ed ovunque vada, riesca a farmi volere bene ed a trovare persone che mi considerino un loro amico, un amico con la “A” maiuscola. A mia volta, ho sempre avuto la fortuna di alcuni trovare buoni e sinceri amici, e molti piacevoli “conoscenti” che comunemente definiremmo lo stesso amici. Un esempio per tutti, che mi ha quasi commosso, è stata la mia festa di compleanno, quest’anno. Ho sempre organizzato belle feste – in casa – per i miei vari compleanni. L’anno scorso, qui a Bali, ho fatto una bellissima festa (CLICCA QUI PER VEDERE LE FOTO), nella villa dove abitavo. Quest’anno per via della piacevole visita della mia ragazza, con cui abbiamo fatto una vacanza fuori dalla zona dove vivo, avevo rinunciato ad organizzare qualcosa. La mia ragazza partiva alle 7 di sera di domenica ed io non avrei avuto modo di preparare nulla. Ma ci hanno pensato gli amici: una festa organizzata all’ultimo minuto, e sono venuti in molti! Ognuno ha fatto qualcosa: chi ha messo a disposizione la casa, chi ha portato la torta, chi ha portato da bere e chi ha portato da mangiare. Hanno suonato chitarra e percussioni, abbiamo cantato e chiaccherato e ci siamo tutti divertiti molto! (CLICCA QUI PER VEDERE LE FOTO) Cosa avrei potuto chiedere di più? (no il “lucano” non c’era!)

Nel lavoro: Non ci si sfugge! In ambito lavorativo avevo raggiunto una maturità abbastanza buona, anche se, come in ogni cosa nella vita, c’è sempre da imparare! Volevo prenderla con calma. La mia idea era quella di fare solo delle consulenze e qualche piccolo lavoretto, affinché potessi riuscire a mantenermi. E così ho iniziato a fare, qualche anno fa. Ma una cosa tira l’altra, e, senza quasi accorgermene, ho finito con il collezionare diversi soddisfatti clienti. Assieme a quello che è adesso il mio “business partner” abbiamo aperto una azienda e sta tutto andando bene. Sempre con calma, senza fretta, e lasciando che le buone cose vengano a noi. Per un anno abbiamo “seminato”, investendo il nostro tempo, le nostre energie, e mettendoci tanto entusiasmo. Non abbiamo “mollato” in un momento critico come quello che si è venuto a creare qui a Bali dopo gli attentati di ottobre dello scorso anno, ed adesso stiamo “raccogliendo” i risultati. Abbiamo una buona reputazione, e siamo ben conosciuti localmente, e piano piano anche all’estero. Abbiamo un bel sito internet, per la nostra azienda e lo stiamo traducendo anche in altre lingue (per ora è completo solo in Inglese ed Indonesiano… certo, tempo permettendo lo tradurrò anche in Italiano). Volete visitarlo? CLICCATE QUI!

Conclusione. Se c’è una conclusione… Il tempo passa, la vita va avanti e cerco di fare del mio meglio per me e per gli altri. E’ tempo di passare ad un’altra fase della vita, dove gli “esperimenti” di vita non devono stravolgere la direzione verso la quale sto andando. Mi spiego meglio: è tempo di casa, famiglia, lavoro regolare, viaggi pianificati e stabilità emotive ed economiche. Mi ci sono preparato, e mi muovo di conseguenza. Certo, questo mica vuol dire che ho smesso di viaggiare e fare cose un po’ fuori del comune… eh, non mancherò nel sorprendervi!

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Da bambino ho raccontato alcune bugie

Molti mi chiedono come faccia a vivere lontano da casa e dalla mia famiglia, come faccio a sopportare l’idea di essere da solo. Non mi sento per niente solo, di questo voglio rassicurare tutti. Ho molti amici che mi vogliono veramente bene e che sono come una famiglia per me. Questo comunque non vuol dire che non mi manchino gli amici rimasti in patria, e non mi manchi la mia vera famiglia.

La domanda che mi viene spesso posta, mi ha fatto comunque riflettere e, siccome c’è sempre una ragione dietro ad ogni cosa, dopo aver pensato molto sul perché abbia sempre desiderato di vivere all’estero, non ho trovato una risposta, ma qualcosa di interessante è saltato fuori.

Sono cose molto personali, delle quali mi voglio comunque “liberare” condividendole con tutti voi. Ora che sono 32enne posso anche fare un passo avanti e centrare di più l’idea di famiglia su quella che avrò con la mia futura moglie. Ecco quindi qual è stata, nella mia infanzia ed adolescenza, la sequenza di eventi che mi ha allontanato da casa:

Da bambino ho raccontato alcune bugie. Erano bugie inutili, di un bambino viziato, dette per “ottenere” ciò che volevo o dette per “coprire” ciò di cui mi sarei vergognato. Volevo, pretendevo e prendevo anche se non avrei potuto. Ho imparato, a mie spese, quanto sbagliato fosse. All’età di dieci/undici anni ho giurato che sarei sempre stato sincero, che la fatica per sostenere una bugia raccontata era più grande di quella necessaria per raccontare la verità. I valori che i miei genitori mi hanno trasmesso sono un modello che molti dovrebbero avere. Per capirlo ho dovuto attendere. Crescendo e vedendo che il “mondo” non era tutto quanto come casa mia, ho potuto capire quante persone sfortunate vivessero a pochi chilometri da me. Ho compreso quante persone erano vittime di ingiustizie, a causa di pregiudizi, ed ho desiderato giustizia. La saggezza di mia madre e di mio padre, che non mi hanno fatto crescere sotto una campana di vetro, ma mi hanno lasciato imparare dai miei errori, mi ha permesso di scoprire e capire, da solo (sulla base dei loro insegnamenti), cosa nella vita fosse giusto e cosa, invece, non lo fosse. Aperti gli occhi e visto com’era il mondo fuori di casa, ho iniziato a ribellarmi contro ogni pregiudizio e contro ogni conformità voluta dalla società. Volevo dimostrare, a me ed al mondo che mi circondava, quanto sbagliato fosse giudicare dall’immagine. Il mondo non lo ha ancora capito, ma alla fine mi sono adeguato. All’epoca, non ancora quattordicenne, mi sentivo potente e sicuro. Accade, ad alcuni adolescenti. Questa mia ribellione ha distrutto ogni possibile comunicazione e dialogo tra me e la mia famiglia che, non potendo capire cosa mi accadeva, ha finito col non ascoltarmi più.

Forse per loro è risultato più facile credere che mentissi quando, nella mia sincera intenzione di far capire loro che un giubbotto jeans e scritte sui pantaloni non volevano dire che mi drogassi, preferivano credere alle chiacchiere di estranei, piuttosto che a me. A tredici anni, per quanto potessi sembrare adulto e vissuto, ero ancora un bambino a cui non avevano mai spiegato le storielle dei fiori e delle api, che non sapeva cosa fosse la droga, che non poteva concepire il perché di molte ingiustizie. Venire accusato di cose che non potevo capire rendeva difficilissimo, se non impossibile, ogni mio tentativo di difesa. A tredici/quattordici anni ho rinunciato a sperare di essere creduto, quando, ad un campo scout, sono stato accusato di aver fatto del sesso con una mia amica, e sono stato “allontanato”. La cosa incredibile è che non avevo ancora le idee chiare su cosa volesse dire fare sesso (nessuno me lo aveva spiegato e mai avevo avuto alcuna esperienza). Ogni sforzo per far capire ai miei genitori che si trattava di un malinteso, è stato vano. Un giovane “capo” scout, malizioso e pronto ad accusare ingiustamente un bambino, era più credibile del loro figlio. Da lì ho rinunciato a parlare con i miei familiari, era fiato sprecato. Ed ho anche voluto capire di cosa ero accusato. Di lì a poco ho fatto sesso per la prima volta, quasi per dire: “Almeno le accuse che mi fanno ora hanno una ragione di esistere”. Nell’immenso amore che mi univa alla mia famiglia, non riuscendo a far cambiare loro idea su chi ero io, ho provato a cambiare me stesso per conformarmi a ciò che loro credevano che io fossi. Ed è stato un grosso errore. Per evitare equivoci e per tenermi separato da casa, mi sono chiuso nel mondo dei computer, nello stare con una morosa che non era giusta per me, nel fare qualsiasi cosa che mi tenesse lontano – almeno con il cervello – dalla famiglia. Mio padre è morto quando avevo 20 anni, convinto che io abbia fatto sesso per la prima volta a tredici anni e che abbia fatto uso di droga. La cosa ironica è che poco dopo lo sfortunato evento degli scout, la capo scout “accusatrice” ha saputo come veramente stavano le cose, e cioè che le sue accuse erano infondate, ma mai, ad oggi, si è presa il disturbo di chiedermi scusa, o di spiegare ai miei genitori dell’equivoco! Avrei apprezzato, ma non avrebbe in ogni caso cambiato le cose.

In sogno mi vedevo mia madre, mio padre ed i miei fratelli, venire da me e scusarsi per avermi mal giudicato, ma la realtà era ben diversa: uno ad uno i miei fratelli, mi hanno approcciato cercando di estorcere una confessione su droga, prostituzione, malavita e quant’altro di male potessi essere accusato. C’è da dire che, una volta rinunciato a difendermi, lasciavo che il mondo credesse quello che voleva, su di me. E se si presentavano situazioni ambigue, mi divertivo. Guadagnavo soldi grazie alle mie capacità informatiche, acquistavo una bella moto, ed “il mondo” preferiva credere che facessi i soldi vendendo droga? Che pensassero quello che volevano. Un piccolo sorriso lo ho fatto quando ho lavorato per diverse operazioni all’unità antidroga della questura di Venezia, o quando le mie capacità informatiche sono state riconosciute pubblicamente sui giornali. Se ho preferito stare lontano da casa, prima vivendo in USA, ora vivendo in Asia, non è solamente per i lati negativi della situazione familiare in cui sono cresciuto, che comunque rappresentano, per quanto grave, solo un piccolo aspetto della invece bella ed armoniosa relazione con fratelli e genitori che mi ha permesso di avere, ad oggi, fiducia negli altri, entusiasmo nell’affrontare la vita, curiosità che mi spinge a scoprire ed imparare ed il coraggio di fare cose che non tutti sarebbero pronti a fare. Se dovessi mettere sul piatto della bilancia le colpe che hanno causato la rottura della fiducia tra me e la mia famiglia, in considerazione, comunque, di tutta la storia di casa Capodieci iniziata parecchi anni prima della mia nascita, le distribuirei alla pari, metà a me, metà alla famiglia. Guardo il lato positivo di questa situazione: ora che mi accingo, a 32 anni e dopo un paio di esperimenti falliti, ad avere la mia di famiglia, so come difendere, a spada tratta ed anche a torto, la mia futura moglie ed i miei futuri bambini.

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Terremoto in Indonesia

WOW, non me lo aspettavo! In questi giorni ho ricevuto decine e decine (forse quasi un centinaio) tra sms, emails e telefonate di amici che alla notizia del terremoto in Indonesia si sono preoccupati per la mia incolumità. Voglio tranquillizzare tutti: sto benissimo, e dove vivo (a Bali), non è successo nulla. Il terremoto è a circa 650 km da dove mi trovo, qui non ho sentito nemmeno una piccola scossa di terremoto (c’è chi dice di averne sentite, mah). Beh, ora che sapete che sto bene, vi lascio con un pensiero sull’amore che ho scritto qualche giorno fa. Sarà che sono tutto preso, in merito, o che veramente ho raggiunto una conclusione sul potere che ha l’amore. Comunque sia, eccovi ciò che penso:

Dai giorni dell’asilo mi sono sempre innamorato. Mai della maestra, come fanno in molti, ma sempre di una qualche bella compagna. Ed ogni volta ho amato con passione. Ogni volta ho pensato che fosse per sempre. Anche quando avevo solo pochi anni, credevo nell’amore eterno. Sarà per questo che le mie discutibilmente “poche” storie d’amore sono sempre durate a lungo. E, onestamente, non ho mai smesso di amare ogni ragazza con cui sono stato assieme. Ho il dono di imparare dalle brutte esperienze, e poi dimenticarle. Conservo solo i momenti più belli. Se guardo nel mio passato ho tantissime belle cose da richiamare alla memoria, che donano un sorriso alle mie giornate, e illuminano il futuro di speranza e tanta altra felicità. Crescendo ho imparato ad amare ogni persona ed ogni situazione che mi si presenta, scoprendo che con l’amore si vince ogni più grossa avversità. Mi rendo conto di dire ora esattamente ciò che mi veniva detto quando ero piccolo, ma che all’epoca non capivo. Amare il lavoro che si fa, amare il posto dove si vive, amare ciò che si ha, è la chiave per vivere bene. Amare con sincerità chi ci sta intorno, è la chiave per essere apprezzato e rispettato. Se amiamo, possiamo essere felici per i successi di qualcun altro. Ci sono sentimenti che fanno male più a chi li prova che a colui a cui sono destinati: soffrire di crisi d’odio, invidia e/o gelosia porta ad essere ipocriti, ingannevoli, sleali, bugiardi, ambigui, cattivi e falsi. La conseguenza è la solitudine e l’isolazione, o l’essere circondati da falsi amici. Quando riceviamo troppi sorrisi di cortesia, non riceviamo telefonate, molti ci chiedono aiuto, ma nessuno ce ne dà, vuol dire che siamo in trappola, o viviamo in una comunità con cui non condividiamo i valori in cui crediamo. La soluzione? Adattarsi o trasferirsi! Il mondo è bello perché è vario: sicuramente c’è un posto dove stiamo a nostro agio. Io vivo bene in mezzo a gente sorridente, e dove c’è sempre un bel sole. Un’equipe di ricercatori ha individuato nel nord Italia l’ultimo esemplare di essere umano sorridente troppi anni fa, e la cortesia è considerata quasi estinta. Non solo: metereologicamente buona parte dell’anno non combina con i miei gusti. Vengo da un luogo bellissimo, ma che non fa per me. Ora vivo in mezzo a gente che sorride col cuore, che sa amare e portare rispetto, che è cortese e ben educata, che crede in valori che si sono pesi nel vecchio continente. Quali? Famiglia, matrimonio, comunità, etc. etc. Vero, forse il tesoro si nasconde proprio nel luogo dal quale sono partito (rif. L’Alchimista, di Paulo Coehlo), ma devo ancora arrivare alle piramidi.

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Si, lo voglio… anzi: la voglio!

“Vuoi tu, Roberto, prendere una ragazza come compagna di vita, amarla e onorarla finchè morte non vi separi?” – “beh, si… certo, che domande…” – “e vuoi tu, Roberto, sposarla, farci dei bambini, condividere gioie e, ahimè, dolori di una vita in coppia?” – “si, credo questo faccia tutto parte del…” – “risponda solo SI o NO!!!” – “ok, va bene, penso di si…” – “vuoi quindi tu, Roberto, fare famiglia, fartene carico, prenderti tutte le responsabilità che ne conseguono” – “io credevo… condividere… cioè…” – “SI o NO!” – “…si…” – “posso quindi dichiarare te e… come si chiama la sua lei? – “si…” – “si, come si chiama la sua lei? – “posso parlare? Dire anche qualcos’altro oltre che si e no?” – Come si chiama la sua lei? questa è la domanda!” – “La mia lei ha tanti nomi, mi lasci spiegare…

La lei che vorrei si chiama Koxxxx, bella, sempre sorridente, semplice e senza pretese… certo che avrà anche i suoi lati negativi, ne sono sicuro, come li avrà Suxxx, anche lei una ragazza per cui farei quanto lei mi chiedeva prima… ma la lei che veramente vorrei si chiama Paxxxxxx. La desidero per la sua intelligenza, la bellezza dei suoi pensieri e per le sue idee chiare su come vorrebbe crescere i bimbi che ancora non ha! Eh, quasi mi dimenticavo di Aixx! Oh, quanto è piacevole la sua compagnia. Come vede, come le dicevo, la mia lei ha tanti nomi. Ma quelli che le ho detto finora sono solo alcuni. Vuole saperne ancora? La lei che vorrei è anche la lei che ho avuto: Laxxxxxx, grande amore, ma non mi ci faccia pensare, che mi viene nostalgia, come quella che provo se penso a Vaxxxxx. Le chiedo: è lecito desiderare una donna del proprio passato? Deduco sia più saggio desiderare una donna del proprio presente che una donna del proprio futuro… ma la donna del proprio passato mi lascia perplesso. La “ex” è una sicurezza. La si conosce, si sa a cosa si va incontro. Certo che a volte bisogna perdonare (o farsi perdonare) qualcosa per poter tornare assieme ad un vecchio amore, e spesso il tornare assieme diventa una mera vendetta… Ma c’è passato e passato. Ci aiuta la grammatica italiana: c’è il passato prossimo ed il passato remoto. La mia lei da dove arriva? Arriva dal futuro, dal presente e da tutti i passati (compreso quello di verdure)! Kaxxxxx è una stupenda e continua tentazione, arriva dal presente, ma le sfuggo con insistenza. Sarà un fatto, eh, che vogliamo chi non ci vuole, e non vogliamo chi ci vuole… Maxxxxxxxxxxxx (che lungo nome) appartiene a tutti e due i passati, Gixxx a quello più remoto e Faxxxxx a quello più recente, ma non è tra questi nomi che si trova quello della mia lei, quello che le serve per la formula nuziale. Le “ex” che appartengono al passato più remoto non hanno il vantaggio delle “ex” del passato prossimo. Le ex(exexexex) vanno conosciute di nuovo, da zero. E si cade nel facile tranello della memoria dei tempi passati, quando si aveva un’altra età, un’altra forma fisica, spensieratezza ed altri ideali. Vaxxxxxxx e Vaxxxxx fanno al caso. Perse di vista, ma ne conservo stupendi ricordi. Oggi sarebbero perfette sconosciute, con cui c’è comunque una speciale intesa. Potrebbero essere la lei che desidero. O forse no. In altri casi, come per esempio è accaduto con Alxxxxx, anche se sarebbe una lei che desidero, devo farmene una ragione in quanto, nel frattempo, si è sposata. Quindi, come vede, non tutti i nomi, sono adatti alla mia lei. La mia risposta è soddisfacente?”

“NO!” – “ Cosa devo dirle allora?” – “Un nome, un solo nome. Non posso sposarla con 10, 20 – quante sono? – donne, tutte in una volta. Non è etico, non è morale” – “ma ora, così, su due piedi…” – “Non ho tempo da perdere, signor Roberto. O si decide, o ne riparliamo la prossima volta.” – “Beh, guardi, un nome io lo avrei anche, ma non sono io che mi devo decidere, purtroppo” – “Aspettiamo che la signorina si decida?” – “eh già, speriamo ed aspettiamo” – “Un suggerimento, un aiutino, un piccolo indizio? Ora mi ha fatto incuriosire, di chi si tratta?” – “Ok, glielo dico, ma solo a lei, in un orecchio… si tratta di Xx…………!!!!”

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Puket, Tailandia

Scrivo da un internet caffè a Phuket, in Tailandia. Che ci faccio in Tailandia? Beh, facciamo un passo alla volta, visto che da quando ho scritto il mio precedente articolo, alla fine del mese di gennaio, mi è successo di tutto! Dalle cose piacevoli, quali la visita di amiche ed amici, alle tragedie informatiche (il computer portatile su cui lavoravo ha ceduto prima del mio cervello – una ulteriore rivalsa dell’uomo sulla macchina – lasciandomi senza buona parte del lavoro fatto negli ultimi mesi – una rivalsa della macchina sull’uomo). Nel precedente articolo avevo accennato ad una amica italiana che si trovava a viaggiare per l’Asia. Beh, ha soggiornato a Bali per qualche giorno, e con lei sono arrivati anche due simpaticissimi ragazzuoli nientepopòdimeno che parte del team Ducati (la moto che corre in GP, per intenderci, quelli che su Internet sono gentilissimi, esendo e-ducati – questa è una battuta difficilissima, fatemi sapere se l’avete capita). In compagnia di questo gruppetto di simpatici ragazzuoli ci siamo imbattuti in fantozzianiche avventure in giro per l’isola, compresa una lunghissima camminata a piedi nudi per la giungla, con quadruplo guado di torrente di fango, alla ricerca delle cascate nascoste. Naturalmente aver trascurato il lavoro per qualche giorno mi ha portato ad affrontare, dopo la partenza degli ospiti, un tour de force di 26 ore di lavoro al giorno. Ma questa mia fatica informatica non è durata molto, in quanto, nel giro di qualche giorno è arrivata a farmi visita la bellissima amica che avete visto in foto nel precedente articolo. Altra distrazione, altro accumularsi di lavoro, che è comunque stato sempre carico di piacevoli soddisfazioni ed opportunità. Problematiche lavorative a parte, e dimenticando che ho passato un ulteriore San Valentino senza la donna che coprirà il ruolo di “madre dei miei figli” al mio fianco, il mese di febbraio si è concluso in buona armonia, ricco di opportunità nel campo del lavoro e di nuove conoscenze che, se faranno il corso che devono, potranno essere degne di citazione in questo b-log in un prossimo futuro. Dopo la partenza dell’amica di cui sopra, ho cominciato a lavorare così tanto che il computer non ha retto. Sono riuscito a sfornare dell’ottimo codice, tanto da sorprendere me stesso, e abbiamo pubblicato il sito della società www.be-barefoot.com, dopodichè il computer ha sofferto un trauma psico-emotivo che lo ha portato alla demenza totale, con conseguente irreversibile perdita di dati. Le cause sono forse da ricercare nella complessità dei progrmmi che ho scritto, o dall’eccessiva temperatura dei miei polpastrelli sulla tastiera. Tant’è che molti dati e tutte le foto che avevo sul PC, fatte da dopo ottobre 2005, sono andate perdute. Poco male, ne farò delle altre… Abbastanza nervoso, ma senza demordere, ho messo in piedi un altro computer e, iniziando una nuova vita infotmatica, ho atteso l’arrivo del mese di Marzo (che è iniziato con la melodia delle mie imprecazioni rivolte al dio dei Bit e dei Byte, ed al santo dei backup!). A seguito del trauma ho avuto modo di prendere la vita da un altro punto di vista: superare lo shock della pardita di dati non è facile e richiede attività psicologiche particolari, e molto amore veso se stessi. Ed ecco che mi sono rimesso a dieta, con ottimi risultati (economici), ed ho avuto modo di organizzare – per ragioni burocratiche – questo PIACEVOLE viaggio a Phuket, proprio dove mi trovo adesso. Essendo passati sei mesi dall’ultima volta che ero uscito da Bali, devo dire che non mi è per nulla dispiaciuto “staccare” anche se solo per qualche giorno. Qui ho avuto anche modo di incontrare una amica giapponese con cui mi sentivo da tempo per telefono e via email. Incontro piacevole, che mi ha permesso di capire qualche cosa in più sulla cultura nipponica. Un buon aiuto in preparazione alla mia visita di affari a Tokio che avverrà uno dei prossimi mesi. Ma non di solo Giappone è fatta questa mia permanenza in territorio tailandese: ho pranzato poco fa in un ristorante pizzeria completamente Veronese! Veneti non solo il cuoco ed il pizzaiolo, ma pure tutta la clientela! Mi ha fatto un po’ di impressione, in Tailandia, sentire un brusio tutto in dialetto veneto, farcito di colorite e fantasiose bestemmie che distinguono il nord-est italiano nel mondo intero. E quale mai sarà l’argomento discusso per la maggiore, da questa IMMENSA quantità di turisti italiani – maschi – in vacanza in queste zone? Ma è lo stesso argomento trattato in ogni bacaro a Venezia! Certo, questo posto deve sembrare loro il paradiso in terra: “altro che est europeo, dicono con fare esperto”. E più mi guardo intorno, più mi chiedo come potrei dargli torto…

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